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PASQUA ISOLA D`ELBA

Pasqua all`Isola d`Elba.
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Vacanze di Pasqua a Elba
 

La Pasqua
La Pasqua ormai viene ricordata dai cristiani come la Resurrezione di nostro Signore Gesù Cristo i famosi tre giorni dopo la sua morte per la crocifissione. Ma non dimentichiamo che questa festa è anche la nascita di Cristo dove all'epoca occupava un particolare posto nella religione ebraica, in un particolare periodo dell'anno. Una festa celebrata in tutto il mondo pastorale ed agricolo che segnava chiaramente la fine del periodo invernale e l'inizio della primavera. E per puro caso ancora tutt'oggi nel mese di Aprile nell'isola d'Elba ricordano ancora alcuni proverbi tra cui:

Aprile fa il fiore e Maggio ha l'onore;
Aprile, togli la vecchia dal focorile;
Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi;
Aprile, ogni goccia un barile;

LE TRADIZIONI POPOLARI DELL'ISOLA D'ELBA
A stretto contatto con la liturgia religiosa, nell'Isola d'Elba vengono svolti durante la settimana Santa, per la precisione il giovedì ed il Venerdì che precedono la domenica di Pasqua dei riti popolari.
Il tanto ed emozionante atteso - Giovedì Santo - riservato alla visita dei sepolcri che vengono allestiti vicino all'altare, nel luogo in cui viene riposto Gesù, tra fiori e ceri. In alcune chiese attualmente si usa ancora fare il famoso giro delle sette chiese, dove inoltre le donne a gara offrono alla chiesa un loro personale vaso di fiori più bello per addobbare il sepolcro.
Tra i fiori, anche i famosi vasi con i semi di lenticchie, ceci, orzo, grano che all'epoca servivano per formare il sepolcro, mentre gli altri fiori colorati erano posti intorno.
Una usanza che in alcune chiese si è persa, ma che dimostra chiaramente il collegamento tra la festa religiosa e il mondo contadino.
Il Venerdì Santo invece viene portata in processione la statua raffigurante Gesù morto attraverso le vie del paese cittadino.
Il popolo in processione canta alle spalle della la statua rientrando poi in chiesa.
Una caratteristica è la processione che si svolge fra Sant'Ilario e San Piero, che a suo tempo veniva manifestata anche in altri paesi come Poggio e Marciana, Rio Elba e Rio Marina. Oggi invece la tradizione continua soltanto in due paesi del "campese" e si svolge solo la mattina del Venerdì Santo.
I lavori per l'organizzazione e la preparazione iniziano il mercoledì pomeriggio. Le donne, di San Piero e Sant'Ilario, preparano il padiglione ossia di un'impalcatura intorno all'altare, fatta con drappi di stoffa colorata retti da legni posti in una particolare posizione.
Intorno al tabernacolo, da cui verrà tolto il Santissimo, si prepara il "sepolcro".
Vengono inoltre posti fiori e piante di ogni genere ed inoltre tempo addietro si preparavano dei vasi con semi di grano, orzo e lenticchie fatti crescere al buio, e rami di tasso, tipica pianta mediterranea che cresce nei monti circostanti.
Oggi questa pianta non viene più raccolta perché rimasti solo pochi esemplari che vengono protetti dalla Guardia Forestale.
Molto tempo addietro si organizzava anche la famosa veglia di preghiera durante la notte del giovedì e al mattino presto si preparava la stocca-fissata. Oggi la veglia ormai dimenticata, si parte direttamente al mattino presto e precisamente verso le sei, quando è ancora buio, per dirigersi al paese opposto. In contemporanea se le processioni partono puntuale si incontrano in un luogo stabilito soprannominato l'Accolta.
In testa alla processione c'è il famoso stendardo della confraternita del paese, seguito dal calvario, una croce di legno che porta tutti i simboli della passione: il telo della Veronica, la lancia, i dadi, la mano insanguinata, il gallo, la palma. Visto il notevole peso questa croce viene scambiata fra due persone. Dopo il calvario segue una seconda croce di legno, vuota all'interno, dove si appongono lampadine accese per illuminare la strada. Seguono altre croci più piccole portate da incappati con vesti nere e una croce di legno di castagno, molto pesante, che rappresenta Gesù in Croce.
Lungo la processione gli incappati, con vesti bianche portano le lanterne che un tempo servivano ad illuminare la strada. La processione viene tenuta in ordine dai Mazzieri che stanno ai lati del corteo. Le croci sono seguite dal coro che, lungo il percorso, intona lodi appropriate.
Una volta giunti nel paese opposto si entra in chiesa, recitando alcune preghiere e quindi si ritorna al paese di origine.
La sera del venerdì si ripete la processione, ma solo per le strade cittadine e, oltre alla croce, si porta in corteo la statua della Madonna Addolorata.